Sistemi Automatici Anti-Panico e Vie di Fuga: normative 2026 e soluzioni avanzate
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In molte strutture (negozi, uffici, condomìni, capannoni), l’ingresso automatico è un vantaggio operativo. Ma quando quell’accesso coincide con via di esodo o uscita di emergenza, la priorità assoluta diventa una: garantire l’evacuazione immediata, anche in assenza di corrente o in condizioni di panico.
Nel 2026, “automazione” e “antincendio” non sono mondi separati: si integrano con regole precise (antincendio, sicurezza sul lavoro, norme tecniche di prodotto) e con dispositivi intelligenti che gestiscono fail-safe, ridondanze e interfacce con gli impianti di rivelazione.
Il quadro normativo di riferimento (aggiornato e pratico)
1) Prevenzione incendi: progettare l’esodo “come sistema”
Il riferimento centrale in Italia è il Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 3 agosto 2015), nel testo coordinato pubblicato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Qui trovi criteri e verifiche su vie d’esodo, uscite, lunghezze, larghezze e ridondanze (approccio prestazionale/sistemico). (Vigilfuoco)
2) Sicurezza nei luoghi di lavoro: porte e uscite sempre utilizzabili
Per i luoghi di lavoro, il D.Lgs. 81/2008 (testo su Normattiva) stabilisce requisiti generali: le vie/uscite non devono essere ostruite e le porte sulle uscite devono potersi aprire facilmente e immediatamente in emergenza (principio chiave quando c’è automazione). (Normattiva)
3) Norme “anti-panico”: EN 1125 vs EN 179 (scelta corretta del dispositivo)
Qui l’errore più comune è confondere i due scenari:
| Scenario d’uso | Dispositivo corretto | Norma | In breve |
|---|---|---|---|
| Presenza di pubblico / rischio panico (persone non addestrate) | Maniglione antipanico a barra orizzontale | UNI EN 1125:2008 | Apertura intuitiva “a spinta” su vie di fuga (UNI Ente Italiano di Normazione) |
| Persone addestrate / panico improbabile | Dispositivo di emergenza (maniglia a leva o piastra) | UNI EN 179:2008 | Apertura semplice per occupanti “consapevoli” (UNI Ente Italiano di Normazione) |
Regola pratica: se l’utenza è “mista” o non controllabile (pubblico), si ragiona quasi sempre in logica EN 1125.
4) Porte pedonali motorizzate: la norma è stata rinnovata
Per le porte pedonali motorizzate, nel 2026 è particolarmente rilevante la UNI EN 16005:2024 (sicurezza in uso, requisiti e metodi di prova), che copre esplicitamente anche l’impiego in vie di fuga e in abbinamento a requisiti antincendio/smoke control. (UNI Ente Italiano di Normazione)
5) Marcatura CE e prodotti da costruzione (quando applicabile)
Per alcune tipologie (es. porte esterne pedonali e relative prestazioni dichiarate), entra in gioco il Regolamento europeo sui prodotti da costruzione CPR 305/2011 e la logica DoP/marcatura CE. (EUR-Lex)
Come combinare automazione e sicurezza antincendio (senza “trucchi”)
La chiave è progettare l’insieme porta + automazione + dispositivo antipanico + logiche di emergenza come un unico sistema.
Requisiti funzionali “non negoziabili”
Apertura nel verso dell’esodo dove richiesto dal progetto antincendio e dalle condizioni d’uso. (Certifico)
In emergenza, l’uscita deve essere utilizzabile da chiunque, senza chiavi, badge o procedure. (Certifico)
In mancanza rete (blackout) o guasto, comportamento fail-safe coerente con la strategia antincendio (es. sblocco, apertura, break-out, alimentazione di emergenza).
Soluzioni avanzate 2026: dispositivi intelligenti “pro-esodo”
Di seguito le soluzioni più efficaci (e tipicamente adottate in progetti ben fatti), con indicazione d’uso.
A) Automazioni con modalità “Emergency / Fire”
Ingresso automatico che, su segnale incendio, passa in modalità dedicata: apertura controllata, stop, riapertura, oppure sblocco permanente secondo scenari concordati.
Interfaccia con centrale rivelazione o supervisione impianti (contatto pulito / I/O dedicati).
B) Ridondanza di sblocco: elettroserratura + comando meccanico
Anche con automazione sofisticata, l’uscita deve poter essere azionata meccanicamente tramite EN 1125/EN 179 (non “solo” via elettronica). (UNI Ente Italiano di Normazione)
C) Alimentazione di emergenza (UPS / batterie) “dimensionata”
Non basta “avere una batteria”: serve dimensionamento su cicli e tempi realistici (scenario evacuazione + ripristino).
Obiettivo: evitare che un blackout renda la porta inerte nel momento peggiore.
D) Porte scorrevoli in via di fuga: break-out e percorsi liberi
In molti casi la soluzione più robusta è la scorrevole con funzione sfondamento (break-out) o apertura d’emergenza, per garantire larghezza utile e deflusso.
Tabella di confronto: strategie di emergenza più usate
| Soluzione | Pro | Attenzioni tipiche | Quando è ideale |
|---|---|---|---|
| Sblocco fail-safe (porta si sblocca) | Evacuazione immediata | Evitare accessi indesiderati post-allarme | Uscite su percorsi protetti |
| Apertura automatica su allarme | Deflusso rapido, accessibilità | Serve logica sicura + sensori affidabili | Affollamenti, flussi intensi |
| Break-out (sfondamento) | Massima “tolleranza” al guasto | Verifiche e manutenzione rigorose | Centri commerciali, reception, grandi accessi |
| UPS/batterie | Continuità operativa | Dimensionamento e test periodici | Dove il blackout è realistico o critico |
Checklist 2026 per un impianto davvero conforme (e difendibile)
In fase di progetto / preventivo
Uscita classificata correttamente: EN 1125 (panico) o EN 179 (emergenza). (UNI Ente Italiano di Normazione)
Verifica coerenza con Codice di Prevenzione Incendi (vie d’esodo, larghezze, ridondanza). (Vigilfuoco)
Se porta pedonale motorizzata: requisiti UNI EN 16005:2024 considerati (anche per vie di fuga). (UNI Ente Italiano di Normazione)
In installazione
Collegamenti “fire” testati (se previsti): segnale, tempi, comportamento in anomalia
Segnaletica e fruibilità dell’uscita rispettate (nessuna ostruzione, apertura immediata). (Certifico)
In manutenzione
Prove periodiche: sblocco, apertura in emergenza, stato batterie/UPS
Registro interventi e sostituzioni componenti critici
Il valore di una soluzione su misura (e perché conviene farla “bene”)
Integrare automazione + antipanico + logiche antincendio non significa aggiungere componenti a caso: significa ridurre rischio, responsabilità e fermi impianto, ottenendo un accesso che:
è comodo tutti i giorni,
è immediato in emergenza,
è conforme alle norme applicabili,
è manutenibile (e verificabile) nel tempo.
Per Daxdoor 2000 Srl, l’approccio corretto è sempre lo stesso: partire dall’uso reale dell’edificio, identificare lo scenario di esodo, scegliere EN 1125 o EN 179 dove serve, e progettare l’automazione con una logica fail-safe coerente con il progetto antincendio e con la UNI EN 16005:2024 per le porte motorizzate. (UNI Ente Italiano di Normazione)
